01/03/2013

FRANCHISING, al Salone il business va in rete

La scorsa edizione della rassegna meneghina ha tracciato la rotta per un 2013 di crescita. Gli indicatori positivi sulle presenze, i nuovi progetti presentati dalle catene e la vivacità del comparto emersa nei convegni sono elementi da non trascurare

Franchisee affermati e potenziali affiliati, ma anche importanti commercializzatori di centri commeciali e buyer internazionali, hanno presidiato la scrosa edizione del Salone del Franchising. I dati ufficiali resi noti da Rds & Company (società organizzatrice dell’evento), superano quota 13.000 visitatori, oltre il 2% in più rispetto a quelli registrati nel 2011. Durante la quattro giorni milanese (9-12 novembre), nel complesso di Fieramilanocity, hanno presentato il proprio format oltre 200 brand, tra cui Alcott, Piazza Italia e Camomilla Italia per il settore abbigliamento, Triumph per l’initmo, Bialetti per la casa, Nau! per l’ottica, Bluespirit per i gioielli e ancora Farinella, Rossosapore e Riso Gallo (con l’insegna Chicchiricchi) per la ristorazione.
Numerosi sono stati anche i convegni sul settore, tra cui quello promosso da Confimprese a titolo “Il franchising in Italia. Negozi in franchising: quale valore per il consumatore?“. Durante questa sessione è stata presentata la ricerca “Riconoscibilità delle catene franchising per il consumatore”, realizzata da Nielsen, seguita da un dibattito con protagonisti i manager di Cigierre, Feltrinelli, Thun, Camomilla Italia e Vitaldent. Tra i dati esposti da Chiara Magelli, consumer research manager Nielsen, emergono quelli relativi all’affluenza nelle catene che si trovano all’interno dei centri commerciali, al grado di soddisfazione, ai punti di forza e di debolezza. I valori sono più che positivi. In particolare segnaliamo che l’84% dei clienti della ristorazione in franchising frequenta i locali che si trovano negli shopping center, un dato che si attesta al 94% per l’abbigliamento, al 67% per la casa e complementi di arredo, al 71% per le librerie e al 46% per la cura della persona. Il grado di soddisfazione arriva al 70% per le librerie, al 62% per l’abbigliamento, al 63% per l’arredo casa e al 46% per la cura della persona. In generale i prezzi competitivi e l’offerta standardizzata o poco elastica rappresentano rispettivamente i punti di forza e quelli di debolezza percepiti dal campione scelto da Nielsen.
L’unica eccezione è data dal settore delle catene di librerie, per le quali il punto di debolezza è costituito dalla bassa qualità del servizio e dalla scarsa presenza di spazi dedicati alla lettura. Un aspetto in particolare vogliamo segnalare rispetto al dibattito, che evidenzia quanto il tema dell’e-commerce sia sentito e talvolta temuto. Alla domanda «Come vede la concorrenza di Amazon?», Stefano Sardo, amministratore delegato di Librerie Feltrinelli, si è preso qualche minuto per sottolineare il peso del nuovo competitor sul mercato italiano, indicando però nella presenza dei punti vendita fissi il valore aguinto della catena da lui diretta. In sostanza, sostiene Sardo, l’esperienza di acquisto nel negozio, soprattutto per un bene come il libro, non è riproducibile attraverso un sito internet.

Da: Retail&Food, Gennaio-Febbraio 2013

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